martedì 10 marzo 2009

Dipingi la casa dei tuoi sogni

Credo che esistano tanti tipi di blog. Quelli che si fanno sfogliare a distanza. Quelli che si fanno leggere chiedendo una partecipazione attiva ai lettori. E quelli che si pongono nel mezzo, come questo.

La realtà quotidiana a volte ci fa dimenticare di sognare. La mattina ci svegliamo arrabbiati, intontiti e senza lo straccio di un sogno da ricordare.

Proviamo a sognare insieme: in quali città, in ordine di priorità, vorresti avere una casa tutta tua? Come la vorresti arredare?

Ricorda, non c'è limite alla fantasia, non c'è budget nei sogni ;)

4 commenti:

SL ha detto...

l'idea malsana di rinchiudermi in un luogo va a farsi friggere se comincio a ragionare o forse a sragionare, non avrei bisogno di arredare, non avrei bisogno di ricreare un ambiente, starei nell'ambiente, sarei ambiente...fanculo la città.

Alexornot ha detto...

Davvero in quale città? Mmmmm... città come Milano sono bellissime da vedere, ma credo terribili da viverci... Troppi problemi, troppa brutta gente, troppo rumore, troppo caos, troppo stress... Lavorando oramai da più di un anno a Milano vedo e vivo il quotidiano milanese, compreso quello delle brutte vie di sera, e non penso più che davvero la grande città sia a portata di essere umano. Forse una volta, quando si viveva nella Milano dei milanesi... ora credo che sia meglio la Verona dei veronesi..
Credo sinceramente che la via migliore sia vivere in una cittadina, che possa offrirti tutto quello che possa servirti senza farti impazzire dalla frenesia della vita di oggi. Ho conosciuto colleghi di Fano, piccola città nelle Marche, subito sotto Pesaro, ragazzi, ma vivono in maniera totalmente diversa, ma scherziamo? Hanno tutto a portata di mano e ancora non si sono dimenticati che il tempo per se stessi è fondamentale per essere felici...
Tornando a sognare credo che la mia casa rispecchi il vecchio ideale americano: quello della casetta con tanto giardino privato intorno e le staccionate in legno verniciate di bianco, dove lo spazio sia funzionale a quello che voglio fare, non funzionale al costo.. come qui in questo angolo d'Europa (compro la casa più grande che posso permettermi).
Poi ragazzi, questo cmq è un sogno, chissà se poi potrà mai avverarsi! Lavoriamo e ci diamo da fare anche per quello no?
Salutoni a Kri e alla compa di Nutrelamente!!!!
A presto!

gio' ha detto...

..un punto di partenza e, allo stesso tempo, d’arrivo..parla di chi la abita e di come è stata preparata per la sua “vita”..una vita parallela a quella dell’inquilino/proprietario di cui, essa stessa, conserva e svela carattere, abitudini..del resto, avendola già in mente..!

..la mia casa ideale, ORA, è a San Francisco..la città dell’edonismo per eccellenza, una piccola (solo 750 mila abitanti!!) mecca libera incastonata tra la baia e l’Oceano Pacifico, severamente limitato dal Golden Gate Bridge..è come stare sulle nuvole, è un piccolo sogno a occhi aperti, un metissage di stili ed etnie differenti, una perfetta sinossi tra cultura (è viva come non mai!!), buon gusto – soprattutto culinario (e in America non guasta!!) – spazi verdi e oceano...insomma, che si vuole di più?!?!

..un piccolo appartamento ad Haight, tra il Golden Gate Park e il Buena Vista Park, in pieno stile ’68, in una delle tantissime casette di tre piani, con grandi finestre e con gli alberi davanti al portone d’ingresso..ultimo piano, così la vista è migliore!!;p
..cucina – magari a vista – funzionale e semplice, con un bel tavolo con gli sgabelli e l’immancabile frigo gigante per ogni ben di Dio!!
..sala: bella. Tanta luce che entra dalle grandi finestre, divano, tv, tappeto, un sacco di cuscini e infinite lampade..un tocco etnico che non guasta mai e un po’ di verde qua e là (bonsai e colore!!)..
..camera: soft, pochi mobili, combinazioni particolari di colori..un letto gigante e una lampada strafiga che lo illumina (Ikea docet!!)..
..bagno: bianco e verde, con una vasca gigante..

..prima o poi..

NutreLaMente ha detto...

Ho vissuto 3 giorni a Milano talmente belli che non posso non muovervi a difesa di questa città.

Milano va vissuta. Nel senso che bisogna avere casa in centro, possibilmente in zona Navigli o Brera. E bisogna viverla nei weekend, dal venerdì tardo pomeriggio alla domenica sera. E' una città che si trasforma, che lascia a bocca aperta. Alcuni bar lungo il Naviglio Grande ricordano le cafetterie "artistiche" di Parigi. Altri edifici, composti da mosaici colorati e ospitanti piccole botteghe artigiane o alimentari biologici, ricordano la creatività e l'estrosità di Barcellona.

Altre zone, nella loro semplicità e a volte rozzezza, ricordano il lato povero ma affascinante di Dublino.

E la gente, la gente dal venerdì alla domenica VIVE la città. Chi legge un libro seduto sul ponte del Naviglio, chi usa le bici del Comune e fischietta lungo la Darsena, i punk-abbestia che scrivono pezzi di storia adolescenziale sotto l'ombra delle colonne.

Milano è una città piena di stimoli e di sorprese, ma va vissuta senza pregiudizi e nei modi e tempi giusti. E' un po' come una donna non bellissima, non di quelle che ti giri per strada a guardarle, ma di quelle che se sei in grado di aspettare, di guardarle da diverse prospettive, sanno travolgerti con una bellezza totalmente inaspettata.

Per ora, dunque, sono felice di essere dove sono, anche se a volte, quando il cielo bagna la terra senza pietà e il mondo del lavoro si mostra per quello che è, parto a fantasticare e mi immagino a Venice Beach, in California, in una casetta lungo la spiaggia, col tetto di paglia e le pareti esterne di diversi colori, tutti solari. Un patio davanti all'ingresso. Ai suoi piedi il fiume che porta al mare e la mia barchetta di legno, privata: così funziona a Venice Beach.
Una cucina che apre sul salotto, a far da divisorio un bancone "stile bar" con gli sgabelli alti. Lampade di carta ad illuminare la stanza di una luce calda e soffusa. Una stanza da letto separata, con un letto bassissimo, ad una piazza e mezza, coperto da splendide coperte colorate. Alle pareti foto in bianco e nero, scattate da me in giro per il mondo.
Fuori dalla finestra l'oceano della California e le belle ragazze californiane che fanno su e giù lungo la pista ciclabile, sui loro roller dai sensualissimi movimenti.
Un uomo di colore, con dei rasta lunghissimi, suona in lontananza una musica sconosciuta, ma perfettamente in armonia con l'ambiente circostante. Un uomo come emblema di ciò che è la California: un Paese sempre in armonia con se stesso.

Poi c'è New York...e tutto un altro tipo di sogno. Ma questo lo vedo più per quando sarò grande e quindi ve lo risparmio. ;)