giovedì 18 ottobre 2007

Perché stasera non vai a teatro?

Sono felice di constatare che questo blog sta diventando sempre più uno spazio per lo scambio culturale. E', dunque, con grande piacere che inauguro questa nuova sezione, da oggi sempre raggiungibile dall'apposito link nella sezione "TU e la cultura".

"PERCHE' STASERA NON VAI A TEATRO?" nasce da due brillanti idee: una campagna promossa da www.babygang.org e l'iniziativa INVITO A TEATRO, promossa dalla Provincia di Milano (settore cultura).

INVITO A TEATRO è un abbonamento dal costo di 68euro, valido sino al 15 luglio 2008, che permette di vedere 8 spettacoli a scelta tra 16 teatri milanesi. Acquistarlo è semplice, usarlo ancora di più: parola di chi l'ha già comprato. Ci sono solo alcune cose da sapere e le puoi leggere cliccando QUI.

MA A COSA SERVE QUESTO SPAZIO?

Serve a voi, per dire a tutti quali spettacoli vorreste vedere, per mettervi d'accordo e scambiarvi consigli!

16 commenti:

kRi (blogger) ha detto...

Il 26 ottobre, h20.30, vado a vedere al TEATRO CARCANO: "Dialoghi con Socrate", con Giulio Bosetti. Adattamento drammaturgico di Giuseppe Emiliani.

Dal 7 novembre, inoltre, si potranno prenotare i biglietti per "Novecento", di Alessandro Baricco. Regia di Corrado d'Elia.
Tel: 02-8323126. Date: dal 5 al 30/12/2007. IO VADO DI SICURO!

kRi (blogger) ha detto...

Venerdì sera sono andato a vedere "Dialoghi con Socrate", al Teatro Carcano.

La scenografia era essenziale ma efficace: tre leggii, un tavolo, tre sedie e un maxi-schermo (con immagini di nuvole, pantheon, etc.).

La rappresentazione inizia con il monologo del grande Giulio Bosetti, che interpreta Socrate nell'atto di difendersi di fronte al Tribunale di Atene. Poi subentreranno altri tre ottimi attori (due di mezza età e uno giovane), che interpreteranno altrettanti amici di Socrate. Essi cercano di capire il pensiero del loro grande maestro sul punto di muorire. Socrate risponderà ai loro dubbi con dovizia di argomentazioni e di ottima retorica.

Socrate venne condannato a morte per la troppa insolenza con cui cercò di diffondere l'idea che fosse sapiente solo colui che non sapesse di esserlo e che rinunciasse alla ricchezza e ai beni materiali. Solo così infatti, pensava Socrate, l'anima sarebbe stata veramente pura e, non essendosi mischiata al corpo durante la vita, sul punto di morte si sarebbe scissa dal corpo per andare al di là della vita, nell'aldilà. Interassante soprattutto questo tema sul legame tra anima e corpo e su quello che succede in seguito alla morte di quest'ultimo.

Molti i temi trattati, tutti interessanti e sempre attuali.

La rappresentazione parte un po' lenta e goffa (gli attori leggono tutti un testo, non recitano a memoria), segno che il buon vecchio Giulio Bosetti non è più un giovincello. Poi, però, soprattutto con l'entrata in scena degli altri tre attori, la rappresentazione prende forma e ritmo, lasciando un bel ricordo.

Lascio a voi valutare se possa, per voi, valer la pena di andare a vedere questo spettacolo.
Per me è stata una piacevole serata, anche se avrei voluto essere meno stanco (è una rappresentazione da vedere "belli freschi").

ali pelle ha detto...

a proposito di teatro...
Io non posso fare il carnet, però... Vi consiglio "vita di Galileo" di Brecht. Io non amo Brecht.. Poteva essere un po' pesante e invece.... garantisco che non lo è! Gli attori, il Galileo in particolare, riescono davvero a coinvolgere e divertire!
baci

Niccolò ha detto...

muble muble...ci riprovo...
venerdì sera giulia ed io andiamo al teatro di porta romana a vedere "morte accidentale di un anarchico" di Dario Fo. A breve recensioni cattivizzzzzzimeeeee :o :D

kRi (blogger) ha detto...

Grande Nik! Presto inserirò anch'io una recensione: quella di "ANGELS IN AMERICA".

Buona visione per venerdì!

kRi (blogger) ha detto...

"Posto" qui un'e-mail che ho ricevuto sullo spettacolo NOVECENTO, al Teatro Libero:

Cari amici, sta per arrivare a Teatro Libero forse lo spettacolo più atteso della stagione: l'incredibile, fantastica storia di Novecento, il pianista più grande del mondo, scritta da Alessandro Baricco e da cui Tornatore ha tratto il celebre film "La leggenda del pianista sull'oceano".

Una storia bellissima, magica, emozionante, scritta in modo sublime e finemente interpretata da Corrado d'Elia che ci avvolge nelle note, nelle passioni e nelle atmosfere di questo racconto senza tempo.

"Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla......"

Al debutto del 5 dicembre mancano ormai pochi giorni, eppure lo spettacolo si avvia velocemente verso il TUTTO ESAURITO!!!! affrettati dunque a prenotare o acquistare il tuo biglietto online!!!

La dimensione è quella del ricordo, denso, intenso, come quello delle grandi storie che parlano di un tempo andato, quelle che riempiono le ore lunghe, magari ascoltate dalla rauca voce di un marinaio in una bettola in un porto, tra incanto e incredulità, tra verità e allucinazione.

Il tempo della storia sono i meravigliosi Anni Venti, a cavallo tra le due guerre, l'età del "jazz", quando ogni cosa sembrava muoversi seguendo quel ritmo irresistibile.

Il ritmo è quello gradevolmente denso, di quando le parole e la musica si incontrano in accordo e si scambiano i ruoli, le parole diventano musica e le note racconto indispensabile, fino a comporre una partitura originale, unica.

Il luogo è una nave, il Virginian, dal nome che sa di lontano, che fa la spola dall'Europa alla sognata America e che racchiude in sé tutte le storie del mondo.

Per tutto questo Novecento non è un monologo, ma un incarnato di perfezione, una favola struggente e bellissima da raccontare con la stessa malinconica voluttà che lui usava quando accarezzava le curve di un ragtime.

Con capacità da acrobata e intensità poetica, quelle caratteristiche a cui ci ha abituati con i suoi personaggi e le sue indimenticabili interpretazioni, Corrado d'Elia racconta Novecento, con la leggerezza di un sogno, suonando con magia una partitura di fini emozioni.

“Suonavamo perché l’Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era e chi era. Suonavamo per farli ballare,perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il regtime, perché è la musica su cui Dio balla quando nessuno lo vede."

kRi (blogger) ha detto...

Ricevo via mail e pubblico qui:


Alla Casa della Poesia
Palazzina Liberty di L.go Marinai 1
Ingresso libero
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Martedi' 4 dicembre ore 21

Teatro SguardOltre presenta

LA CORSA DEI MANTELLI
di Milo De Angelis

– studio per uno spettacolo teatrale –

Voci recitanti: Viviana Nicodemo e Paolo Cosenza
Al trapezio: Chiara Catellani
Realizzazione video: Viviana Nicodemo e Sofia Pelczer
Regia di Sofia Pelczer

La corsa dei mantelli, fiaba onirica, ricca di dialoghi poetici, è una leggenda narrata da molte voci, ora liriche, ora sorridenti o stregonesche. Voci che nei loro diversi toni sono legate dalla figura di Daina: assassina, giocatrice, atletessa, sempre in guerra per rimanere selvatica.
I due protagonisti, Luca e Daina, entrambi contenitori di diversi personaggi del romanzo, sono portatori di una stratificazione di significati, di età e di caratteri dell'uomo. Sono esseri archetipici che a volte si trasformano in altri personaggi, a volte subiscono una scissione che restituisce la molteplicità degli Io.
La lettura scenica si propone l'obiettivo di porre l'accento tematico sulla percezione metafisica della realtà, insita nel romanzo. In questo senso la lettura si ritaglia sullo sfondo di una metropoli devastata ma anche trasformata dallo sguardo dei personaggi. Le immagini della videoproiezione rispecchiano le atmosfere che nel romanzo sono suggerite dagli interventi narrativi. La musica, oltre a caratterizzare in modo soggettivo gli ambienti dove gli episodi si svolgono, fa da trait d'union tra i vari spezzoni e sottolinea la discontinuità temporale della narrazione.
La corsa dei mantelli è un viaggio metaforico alla ricerca di se stessi dove incontri e scontri, vita e morte, sogno e realtà diventano le tappe obbligatorie da percorrere.

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Segreteria e Ufficio stampa: Elena Andreani e Patrizia Burgatto
E-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com
Tel: 3389928288

www.lacasadellapoesia.com

kRi (blogger) ha detto...

"NOVECENTO", di e con Corrado d'Elia @ Teatro Libero.

Ve lo consiglio perché, anche se le musiche e l'attore non sono sempre perfetti, è un monologo di un'ora e venti che sa emozionare e raccontare perfettamente le mille sfumature ed emozioni che contiene il breve libro omonimo di Alessandro Baricco.

Ridotto studenti 13+1,50prevendita

Se siete interessati, affrettatevi perché stanno finendo anche i biglietti per le - numerose - repliche richieste a gran voce dal pubblico e dalla critica.

Niccolò ha detto...

Consiglio "per farla finita col giudizio di Dio" di A. Artaud. La rappresentazione al teatro arsenale è veramente ben riuscita.
L'opera è riconducibile al cosiddetto "teatro della crudeltà" (fondato dallo stesso artaud) che, con finalità provocatorie, ricorre a dialoghi e toni icastici per smuovere lo spettatore dal torpore ideologico e dalle numerose ubbie che, come velo di maya, pregiudicano la corretta visione della realtà. Giulia ed io abbiamo letto nella rappresentazione l'auspicio ad un ritorno alla pura fisicità portata al parossismo nella defecazione (già Freud "l'io è in primo luogo un io corporeo") per il cui tramite si realizza l'idea di "produzione"; passaggio corporeo che prescinde dalla finzione della coscienza come "altro da" una dimensione fisica. Coscienza, potenze mondiali, omologazione, artificialità sono accomunati nella critica che prende forma nell’urlo dissacrante e doloroso del corpo lacerato dagli elettroshock.
Le parti degli attori stessi sono molto fisiche, liberando l'arte dal falso nesso di pregiudizialità-dipendenza con un linguaggio (svuotato ideologicamente di ogni portata semantica che non sia puramente autoreferenziale). Quando parliamo in realtà noi non si parla, ma si viene parlati.
Si auspica infine la liberazione dell'uomo, una volta digerita e ricondotta ogni metafisica ad una dimensione "fecale" (fisica e non trascendente) dagli automatismi biologici della riproduzione. Una nuova realtà umano-anatomica preordinata al recupero integrale della fisicità autentica, non-determinata, che a sua volta, in quanto asessuata, segna la fine del genere umano stesso.

Niccolò ha detto...

Consiglio infine vivamente anche "Sesso con Luttazzi". Riproposizione di uno scritto di qualche anno fa (anche se parzialmente riletto) lo spettacolo è mordace, ricco di spunti culturali interessanti, dissacrante per quanto riguarda la morale sessuale che viene analizzata prosaicamente, in tutta la sua corporeità. Quello che però non lascia soddisfatti coloro che in questi anni hanno seguito con interesse l'engagement dell'autore, è la completa assenza della componente di satira politica-attuale (dati anche i notevoli spunti pratici degli ultimi periodi) che identifica il "vero" Luttazzi.

NutreLaMente ha detto...

Grazie per i tuoi consigli Nik! Un plauso a Nik che si è ricordato di questa sezione, a mio parere molto utile.

Ecco gli spettacoli teatrali tra cui voglio scegliere i prossimi 4 (e ultimi) da vedere per questa stagione. Qualcuno incontra anche i vostri interessi? Fatemi sapere!

LA LICENZA (CRT)
RENZO E LUCIA (Leonardo da Vinci)
MATEMATICA CON DELITTO (Arsenale)
IO SANTO, TU BEATO (T. della Cooperativa)
ASSO DI MONNEZZA (Spazio Mil)
OTELLO (Litta)
FAR L'AMORE NON E' PECCATO (Olmetto)
TERRA DI NESSUNO (Out Off)
HOSPITALIY SUITE (Sala Fontana)

NutreLaMente ha detto...

Milano supera Roma: e' la citta' della Madunina la piu' "teatrale" d'Italia, quella con piu' recite, maggiori incassi e il pubblico piu' fedele. Nel capoluogo lombardo gli spettatori sono passati da 412.831 a 472.437 nell'arco dell'anno. Al terzo posto c'e' la conferma di Napoli, mentre Torino scivola di due posti fino al sesto. Firenze e' in quarta posizione e Bologna quinta. Ottimo settimo posto per Trieste, seguita da Genova e Catania. Chiude la top ten Bari. La classifica e' stilata dalla Borsa Teatro del Giornale dello Spettacolo.

Per approfondire...
http://milano.repubblica.it/dettaglio/Milano-regina-italiana-del-teatro-e-al-cinema-cambiano-gli-orari/1421385?ref=rephp

NutreLaMente ha detto...

Per chi ieri sera ha visto "Terra di nessuno" all'Out Off e per tutti gli estimatori di HAROLD PINTER...

Harold Pinter (Londra, 10 ottobre 1930) è un drammaturgo, regista teatrale e attore teatrale inglese. Ha scritto per teatro, radio, televisione e cinema. I suoi primi lavori sono considerati fra i capolavori del teatro dell'assurdo.
« Le prime rappresentazioni delle opere di Harold Pinter furono massacrate dai critici. Ad eccezione di Harold Hobson, scrissero tutti che era un autore eccentrico, inaccettabile, incomprensibile, che non aveva nulla da dire. Oggi forse è l'autore [vivente] più rappresentato al mondo ma, come dice egli stesso, "Adesso sono diventato comprensibile, accettabile, eppure le mie commedie sono sempre le stesse di allora. Non ho cambiato una sola battuta!".»

(Alessandra Serra)

Pinter nacque a Hackney, Londra e studiò alla Hackney Downs Grammar school e, per breve tempo, alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA). Pubblicò da giovane alcune poesie e iniziò a recitare in teatro col nome d'arte di David Baron. La sua prima commedia, The Room, fu rappresentata per la prima volta dagli studenti dell'università di Bristol nel 1957.

The Birthday Party (rappresentato nel 1958) fu inizialmente un fiasco, nonostante la recensione positiva sul Sunday Times fattagli dal critico teatrale Harold Hobson ma il successo del suo lavoro successivo, The Caretaker (1960), la riportò in auge e questa volta riscosse successo. Queste commedie ed altri dei suoi primi lavori, come The Homecoming (1964), sono a volte etichettate come "commedia della minaccia". Di solito cominciano con una situazione apparentemente innocente che diventa assurda e minacciosa poiché gli attori si comportano in modo inspiegabile sia per il pubblico che, a volte, per gli altri personaggi. Questo stile ha ispirato l'aggettivo "Pinteresque". Le opere di Pinter sono segnate dall'influenza di Samuel Beckett fin dall'inizio e i due divennero presto buoni amici.


Continua qui...
http://it.wikipedia.org/wiki/Harold_Pinter

Il sito ufficiale di HP...
http://www.haroldpinter.org/

Anonimo ha detto...

Volevo rettificare che la campagna "perché stasera non vai a teatro?" non ha niente a che fare con l'iniziativa "invito a teatro", anche se il nome può farlo pensare.
Nasce dalla testa e dalle braccia della compagnia BabyGang e del Teatro della Contraddizione!

NutreLaMente ha detto...

Giusta precisazione anche se, a leggere bene, nel testo del post c'è scritto che questa sezione nasce da...

"due brillanti idee: una campagna promossa da www.babygang.org e l'iniziativa INVITO A TEATRO, promossa dalla Provincia di Milano (settore cultura)"

Anonimo ha detto...

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