domenica 9 novembre 2008

Arrivederci Robertina.

Video: La sua canzone preferita. Arrivederci piccolo angelo sempre sorridente.

*Il tributo su Facebook*

*Il sito per ricordarla attraverso foto, video e racconti*

2 commenti:

ali pelle ha detto...

La voce dominante:"vogliamo giustizia", ma.. ci fidiamo dell'uomo? Io sono fiduciosa nella giustizia "divina", quella per cui tutto torna.. spero sia una vendetta più efficace.. Penso al destino. E mi chiedo che senso abbia nascere con uno così. Sacrificio per chi?
E, piedi per terra, voglio prevenzione. E mi arrabbio quando trovo i "controllori" chiacchierare nei bar invece che fermare le macchine. MONDO, SVEGLIATI!

NutreLaMente ha detto...

Io preferisco non parlare di "divino" perché, in queste situazioni più che mai, è difficile dare un senso "divino" a ciò che accade. Una ragazza di 24 anni, che si è sempre pagata gli studi, che la notte di Halloween ha deciso di tornare a casa presto, anziché uscire a festeggiare, perché stanca della giornata di lavoro al Decathlon...non può, NON PUO' muorire a 3, dico 3!, curve da casa. NON PUO' e basta.

E non voglio sentir parlare di perdono, di redenzione, di riabilitazione...non voglio sentire parlare di omicidio colposo. Se uno si mette alla guida, senza patente, sotto effetto di Valium e Cannabis e sorpassa a 100km/h in una strada con limite 50, SENZA GUARDARE..beh, perdonatemi, ma questo si chiama solo in un modo: omicidio VOLONTARIO. E se la giurisprudenza non ha termine più adatto che ne conii uno apposito. La giurisprudenza, del resto, ne avrebbe di cose da spiegarci. Una, per es., è: come fa l'essere umano che difende la persona infame che ha tolto la vita a Roberta, a guardarsi allo specchio? Un conto è un caso, come quello della Franzoni, in cui la certezza della colpa non c'è. Ma in questo caso? Cosa resta al difensore? Di chiedere una riduzione della pena? Di una pena che già nella sua massima espressione non supera il ridicolo limite di 10 anni? No, certe cose davvero la giurisprudenza (o chi per lei..) ce le deve spiegare.

Mettiamo che l'età media di vita sia 75 anni (e non credo di andarci lontano). Bene, quanti anni poteva ancora vivere Roberta? 50? Bene, colui che le ha tolto per sempre la possibilità di vivere questi 50 anni si merita, appunto, 50 anni di carcere. Senza scuse, riduzioni di pena, NIENTE. E questo non è un discorso fatto a caldo perché sono passati ormai 10 giorni da quando, dall'altra parte del mondo, ho saputo di questa tragedia.

Questa vicenda ci insegna una cosa, per niente consolante: si teme per la sorte di proprio figlio che va a fare un viaggio on the road dall'altra parte del mondo x 3 settimane ma la morte può cogliere una ragazza sempre sorridente, stanca dal lavoro, a 3 curve da casa, la notte del mio compleanno. E' una consapevolezza terribile, che mi mette persino paura di uscire di casa.

Ma il minimo che possiamo fare per Roberta è continuare a vivere, VIVERE. Da responsabili, però, da persone che tengono alla vita e ringraziano per ogni, OGNI, giorno che gli è dato di vivere ancora su questa fantastica Terra.

Facciamo in modo che tutto questo non si riduca alla terribile ipocrisia di una volante dei Carabinieri ora sempre ferma a controllare sulla Varesina alle porte di Arese. MA PER FAVORE.

Anche se ti ho conosciuta solo tramite il volto sempre sorridente di tua sorella, spero, cara Roberta, che esista un Dio. E che esista un Paradiso. Lo spero tanto, per te e per la tua famiglia. Spero davvero che questo sia solo un Arrivederci. Lo spero così tanto da farmi male.